La guida completa al beep test

Il beep test è una prova che viene effettuata da atleti di diverse discipline e serve a decretare la massima capacità di consumo d’ossigeno. Conosciuto anche con varie altre denominazioni, come ad esempio Test della Navetta di Léger, multi-stage fitness test, 20-m shuttle run test e pacer test, è perfetto per verificare il proprio stato di forma fisica. Scopriamo insieme di cosa si tratta, cos’è il concetto di VO2 Max e tutte le altre informazioni utili per affrontare e superare questa prova nel modo migliore possibile.

Cosa sono il beep test e il VO2 Max

Il concetto di beep test risale all’ormai lontano 1983, anno in cui il ricercatore Luc Leger dell’Università di Montreal, in Canada, diede vita a questo sofisticato sistema. Dopo oltre 35 anni, questa prova mantiene un’elevata importanza e serve a calcolare il già citato VO2 Max, ossia il consumo d’ossigeno effettivo del quale un essere umano è capace. In pratica, si tratta di un valore in grado di indicare quanto una persona sia in buona forma fisica, con la prospettiva di scoprire la propria resistenza in allenamento quando non si è in una fase di volata costante.

atleti che fanno beep test

Al fine di effettuare una misura all’insegna della massima precisione, bisogna restare agganciati ad un tapis roulant ed indossare una maschera che monitori la quantità di ossigeno necessaria durante un qualsiasi sforzo. Ad ogni modo, non è così semplice riuscire a reperire tali strumenti e non è consigliabile creare un impianto mediante il fai da te. Tutto dipende da un’equazione finale che mette in correlazione diversi parametri, tra i quali la velocità di spostamento da un punto e l’altro.

Come si svolge il beep test

Il beep test si svolge mediante un sistema estremamente semplice. L’atleta deve correre avanti e indietro tra due luoghi precisi, dalla distanza di 20 metri l’uno dall’altro. Una traccia audio riproduce segnali acustici con cadenza regolare, dal suono molto simile, per l’appunto, a quello di un beep. Più si va avanti, più questi segnali sono veloci e più l’atleta deve superare un determinato livello. Quando l’atleta non riesce a sostenere certi ritmi, viene decretato il punteggio finale e il test può essere considerato concluso. Uno dei punti di forza di questo test è senz’altro rappresentato dalla sua rapidità. La maggior parte di coloro che scelgono di sottoporsi ad una prova del genere si ferma prima del tredicesimo livello, dopo aver percorso circa 2 chilometri e mezzo. È possibile arrivare fino al livello 21, dopo aver percorso 5 chilometri nel giro di 22 minuti. A tale livello possono arrivare soltanto gli agonisti, mentre le persone normali sono costrette a fermarsi molto prima.

Quali attrezzi ci vogliono per il beep test

Come già accennato in precedenza, il beep test richiede una serie di attrezzi per essere effettuato nella maniera migliore possibile. Prima di tutto, ti serve un nastro per misurare 20 metri di distanza, magari comprandone uno più grande presso un centro specializzato o su Amazon. Tale distanza deve essere misurata con la massima precisione possibile, dato che anche pochi centimetri possono fare la differenza. Quindi, bisogna prendere il proprio smartphone e scaricare un’app gratuita che scandisce il ritmo delle varie sessioni di allenamento. Non a caso, esistono diversi software appositi. Ovviamente, i suoni devono essere perfettamente calibrati rispetto alla velocità di ogni singolo step. Non ci si può dimenticare dell’abbigliamento sportivo e di calzature comode, capaci di fare un’ottima presa sul terreno. Infine, il beep test deve essere eseguito su una superficie uniforme, senza alcun ostacolo o avvallamento. L’ideale sarebbe una pista d’atletica anche per misurare i 20 metri senza alcun margine d’errore. Vanno bene anche l’asfalto, l’erba, il cemento o persino casa propria. Ciò che conta è che il piccolo tragitto sia totalmente pianeggiante.

Il livello massimo al quale bisogna aspirare

Chiunque scelga di sottoporsi al beep test lo fa con un obiettivo ben preciso da raggiungere, con la prospettiva di verificare il proprio effettivo stato di forma fisica. In linea di massima, per raggiungere buone prestazioni, è necessario superare il livello 12. Tale parametro è valido per chi ha intenzione di entrare nelle forze armate o per chi pratica attività sportiva ad un certo livello. Per esempio, chi è solito cimentarsi a livello amatoriale può arrivare al livello 10 senza difficoltà particolari. Se viene superata questa soglia, ci si rende conto di avere una condizione molto positiva, con la chance di mettersi alla prova anche in situazioni un po’ più complicate. Chi invece non riesce ad arrivare al decimo livello può sentirsi inizialmente scoraggiato, ma non c’è da preoccuparsi. Infatti, non mancano i giocatori con una certa preparazione che fanno fatica ad arrivare ad un risultato del genere. È sufficiente un pizzico di allenamento per veder migliorare le proprie performance e iniziare ad ottenere risultati soddisfacenti senza troppi sforzi. L’importante è non perdersi d’animo e mantenersi sempre in movimento.

Quali punteggi vengono raggiunti da chi pratica attività agonistiche

Un valido parametro col quale mettersi a confronto riguarda i risultati del beep test di diversi atleti sportivi professionisti. Un esempio rassicurante per gli amatori riguarda i giocatori della squadra di calcio a 5 del Manchester, che hanno effettuato la prova nel 2011 e hanno raggiunto, al massimo, il livello 13. L’ex calciatore australiano Brett Emerton sarebbe riuscito ad arrivare fino al livello 15 poco prima dei campionati mondiali di calcio del 2006. In linea di massima, i professionisti non riescono ad arrivare al di sopra del livello 17. Si dice che ci sia riuscito il mezzofondista britannico Sebastian Coe, detentore dei record mondiali degli 800 e dei 1500 metri. In questo ambito, non mancano inoltre le leggende metropolitane. In base ad alcune voci, il beep test sarebbe stato completato dall’ex calciatore David Beckham e dall’ex ciclista Lance Armstrong, anche se quest’ultimo avrebbe ricevuto l’aiuto di mezzi poco leciti. Tuttavia, non si hanno certezze su risultati di tale livello.